Chi si occupa di marketing per gli e-commerce ama lamentarsi dei tassi di abbandono dei carrelli. Eh sì, è sempre una bella gatta da pelare, soprattutto se si considera che, nella migliore delle ipotesi, ben il 68% dei tuoi clienti abbandonerà il processo di acquisto prima del pagamento.

Progettare un buon percorso per il checkout del tuo e-commerce è tutt’altro che facile. Serve uno studio approfondito di API, integrazione dei codici, architettura e una buona dose di previdenza. Tutto questo è essenziale se vuoi incrementare le tue speranze di vendita e ridurre il volume di carrelli abbandonati nel tuo shop. Devi ottimizzare il processo di checkout, non hai scelta.

Per riuscirci, è bene sapere quali sono gli errori madornali da non commettere mai. Ecco come evitarli.

1. Non ottimizzare il checkout per i dispositivi mobile

È tempo di dedicare più attenzione a quei clienti che acquistano con il loro smartphone. Dona loro un po’ di amore! Sempre più consumatori navigano su Internet con il loro dispositivo mobile e vogliono acquistare anche con il loro telefono.

Molti e-commerce hanno processi di checkout inusabili da smartphone. Nemmeno a farlo apposta, spesso sono gli stessi e-commerce che hanno puntanto ad occhi chiusi su una grafica responsive. A cosa può servire un sito ottimizzato per i cellulari se poi il checkout è un disastro? Nessuno arriverà ad acquistare i tuoi prodotti. Al contrario, un processo di checkout ottimizzato per gli smartphone farà decollare le tue vendite.

2. I codici sconto

Molto spesso càpita che un consumatore riempia il suo carrello ma che lo abbandoni perché non ha nessun codice sconto da inserire nell’apposita casella della pagina di checkout.
Queste statistiche arrivano da uno studio realizzato da PayPal e ComScore. Fai attenzione al terzo punto della lista:

Gli utenti abbandonano il loro carrello perché vogliono trovare un coupon. Ma per quale motivo dovrebbero abbandonare il loro carrello per andare in cerca di un coupon? Semplice. La colpa è proprio del processo di checkout, che ricorda al consumatore la possibilità di usare un codice sconto. La soluzione? Drastica ma efficace. Elimina i codici promo dal tuo e-commerce. In alternativa, nascondi l’opzione per l’uso del codice promozionale sotto il bottone di checkout o in un piccolo link di testo.

Per saperne di più a proposito di e-commerce e codici coupon, leggi l’articolo The One Little Box That’s Costing You Big Dollars.

3. Membership e altre perdite di tempo

Uno dei peggiori errori è rendere terribilmente lungo e complicato il processo di checkout.
Molti shop online obbligano l’utente a registrarsi prima di poter acquistare qualunque prodotto. Questo vincolo indurrà molti ad abbandonare i loro carrelli. La gente arriva nel tuo sito per acquistare. Rendigli la vita più semplice, non fargli perdere tempo.

Alcuni siti, addirittura, obbligano i consumatori a rispondere a inutili quiz. È il caso di JustFab, per esempio (vedi qui sotto). Se non rispondi, non puoi vedere i prodotti né, tantomeno, metterli nel tuo carrello. Che senso ha?

Tutto quello che d’inutile andrai a inserire nel tuo processo di checkout sarà un ostacolo che ti farà perdere delle vendite. Al contrario, offri la possibilità di eseguire il checkout come ospite, senza alcun obbligo di registrazione.

4. Fare upselling

Fare upselling significa spingere il consumatore ad acquistare prodotti più costosi, accessorri o estensioni utili – per esempio, una garanzia di 5 anni per un cellulare. Tutti gli e-commerce fanno upselling. Qualcuno, tuttavia, non lo fa nel modo giusto.

Se proponi i prodotti in upselling come uno step a parte del tuo processo di checkout, rischi di far incavolare di brutto i tuoi clienti. Qui sotto puoi vedere come fa l’upselling Bluehost.

Come puoi notare, i prodotti proposti in upselling sono introdotti nella stessa pagina di checkout, in modo discreto. Questo è il modo giusto per fare upselling.

5. Costi extra e nascosti

I costi extra e nascosti sono un altro ingredienti letale per le tue vendite online.
Cabela’s ha inserito nella sua pagina di checkout una voce “Spedizione standard USA stimata”. In più, ha aggiunto un input per calcolare le spese di spedizione secondo il codice postale indicato e un bel bottone per la stima delle tasse da pagare.

A parte la confusione, tutto questo non provoca una certa ansia? Alla fine, quanti costi extra dovrò pagare per il mio ordine?

Ogni volta che aggiungi qualche costo extra, anche per le spedizioni, rischi di compromettere il tuo processo di checkout.
Chi vuole acquistare nel tuo sito ha ben presente il prezzo indicato accanto a ogni prodotto: la gente si aspetta di pagare quello, non di più. Se qualcuno si trovasse davanti a una lunga lista di oneri aggiuntivi, potrebbe sentirsi preso in giro.

6. Nessun segnale che induca fiducia

La fiducia è la molla che fa scattare l’acquisto. Segnali di fiducia dovrebbero essere presenti in tutto il tuo shop online, ma diventano ancora più importanti nella fase di acquisto vera e propria.

Quando il consumatore è pronto con il portafogli in mano, devi saperlo rassicurare in più modi:

  • Non gli addebiterai costi in più
  • Il pagamento sarà sicuro
  • Le sue informazioni personali non saranno perdute o rubate
  • Sei un venditore affidabile
  • Il cliente riceverà una conferma del suo acquisto
  • Il cliente riceverà i suoi prodotti

Per chiudere una vendita, qualunque vendita, occorre una quantità schiacciante di fiducia.
Se inserirai i giusti segnali positivi nel processo di checkout del tuo e-commerce, saprai accattivarti la fiducia dei tuoi clienti.

7. Nessuna indicazione di percorso

Molti dei processi di checkout più infelici sono lunghi e tortuosi. Chi non si è mai ritrovato davanti a svariati moduli da compilare per acquistare online? C’è anche chi si infuria, rinuncia e compra altrove.

Quando crei il processo di checkout del tuo e-commerce, più lo progetti chiaro e semplice e meglio è. Il miglior modo per renderlo chiaro è introdurre la segnalazione degli step di acquisto, ossia una barra o una lista numerata che indichi all’utente a quale punto del processo di acquisto è arrivato e quanto manca per concludere il checkout.

8. Poche possibilità di pagamento

Vuoi vendere a più persone possibili? Offri più opzioni di pagamento. Per esempio, per gli acquisti online il re è PayPal. Se ai tuoi clienti non offri la possibilità di pagare con PayPal, perderai una bella fetta di vendite. L’uso dei pagamenti elettronici da dispositivi mobile è in forte ascesa: con le opzioni di pagamento devi sforzarti di essere flessibile.

Per concludere

Chi gestisce e promuove online un e-commerce dedica molto tempo, energie e budget a landing page, CTA, bottoni e quant’altro. È cosa buona giusta. Solo, non dimenticare il processo di checkout. La strada per il successo del tuo shop online passa da qui.

Liberamente tratto da 8 Mistakes That Could Be Absolutely Destroying Your Checkout Process, di Neil Patel

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