Gli annunci pubblicitari online rendono meglio se sono capaci di catturare le persone quando queste esprimono un’intenzione d’acquisto. Sembra un concetto ovvio, ma forse non tanto se Chris Dixon, imprenditore del Web fondatore e finanziatore di varie società di successo, ha dovuto metterlo nero su bianco nel suo blog. A ben vedere, è proprio questa la “magia” dell’advertising di Google. Con tutta probabilità, se sto cercando sul motore di ricerca la parola “frigorifero” è perché sono interessato ad acquistarne uno. Ma chi frequenta Facebook non è lì per acquistare qualcosa, a parte le mucche di FarmVille. Per questa ragione gli ads di Facebook non sono efficaci.
Facebook avrà bisogno di trovare il suo modello di marketing e di advertising per avere veramente successo. E la stessa cosa vale per Twitter. Non sono sicuro che le Sponsoried Stories potranno cambiare in meglio lo stato attuale delle cose. In fondo, sono nulla di più che un’altra forma di pubblicità online. Un approccio migliore di Facebook in tal senso potrebbe aiutare le aziende a realizzare la cosiddetta brand awareness, sull’esempio della tv.
Questa assenza d’intenzione d’acquisto spiega anche le difficoltà incontrate da Google nel monetizzare i suoi servizi non direttamente connessi alla ricerca nel Web – Gmail è uno di questi. Al contrario, Android sembra promettere bene: quando le persone sono in giro, spesso trovano il tempo per acquistare qualcosa o comunque per spendere denaro.
Peter Kafka, su AllThingsD, sostiene che gli annunci legati al branding sono più difficili da misurare rispetto alle inserzioni dei motori di ricerca. Con quest’ultimi puoi misurare le azioni – “Qualcuno ha cliccato sul mio annuncio? Chi ha cliccato ha poi acquistato qualcosa o ha compilato una qualche form nel mio sito?”. Queste valutazioni sono difficili da fare quando abbiamo investito nella pubblicità sulla tv commerciale o negli ads per alimentare la brand-awareness su Facebook o su Twitter.
Al marketing di Facebook non ha certo dato una mano la decisione di General Motors di interrompere i suoi investimenti pubblicitari nel social. La decisione del gigante americano dell’automobile ha avuto ampio risalto in un articolo pubblicato sul Wall Street Journal, giusto pochi giorni prima dell’inizio dell’offerta pubblica di acquisto in Borsa delle azioni di Facebook.
Traduzione liberamente tratta da: The CMO Site
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