Tempo fa avevamo scritto a proposito del modo per ottenere il migliore volume possibile di link in ingresso al vostro sito Web. Otto mesi dopo, Google ha introdotto due importanti aggiornamenti al suo algoritmo: il primo per riconoscere con più efficacia i siti di spam; il secondo è l’ormai noto Panda update, pensato dagli ingegneri di Mountain View per colpire i siti di bassa qualità. In più, si sa che Google ha deciso di penalizzare JCPenney, Forbes e Overstock.com, colpevoli di aver praticato il cosiddetto “shady linking” (link nascosti inseriti nelle pagine Web).

Cosa significa tutto questo? Semplicemente che si deve dire addio al link building di bassa qualità.

Ma i concorrenti lo stanno facendo

Queste novità possono essere difficili da accettare per chi pratica il link building, soprattutto se accade che certi competitor siano molto forti su una parola-chiave specifica, grazie proprio alla pratica dello “spam link”.

Ci sono però due aspetti della questione che devono essere considerati:

1. Potrebbero non essere i link i responsabili della posizione nella SERP dei vostri competitor. Dietro ad un buon posizionamento potrebbe esserci un brand abbastanza grande, in possesso di reputazione sufficiente per giustificarne la forza sul Web.

2. Se quanto sopra non si applica, allora potrebbe essere soltanto una questione di tempo prima che Google decida di dare un giro di vite a certe pratiche scorrette, senza dar peso ai link di ritorno “spammosi”.

Come determinare una valutazione dei possibili link di ritorno

Come è possibile determinare se un link di ritorno ha valore oppure no? Di seguito andremo ad illustrare alcuni segni rivelatori usati da Google per riconoscere un sito di bassa qualità.

  • Molti annunci pubblicitari. Se il sito è coperto da cinque inserzioni di AdSense o da parti di altre pubblicità, potremmo desiderare di evitarli.
  • L’assenza di contenuti di qualità. Se potete ottenere un’approvazione immediata del vostro articolo diffuso in Rete, c’è la possibilità che questo non sia un contenuto adatto alle vostre esigenze. Se l’articolo è approvato subito o se è scritto male, sarà difficile per l’algoritmo di Google valutarne il vero valore.
  • Molti contenuti, poco traffico. Un blog con un Google PageRank pari a 6 probabilmente apparirà come un gran bel posto per spammare un commento. Tuttavia, se questo sito non ha una buona autorità in fatto di traffico e riprova sociale, sarebbe meglio inserirlo nella lista dei siti da svalutare in futuro.
  • Assenza di moderazione. Questo punto è da considerare insieme al precedente. Se vedete un sacco di “spam link” su una pagina, non vorrete certo inserirvi anche il vostro collegamento, a meno che non vogliate spammare pure voi.

Cosa dovete fare

Dove dovete concentrare la vostra energia? Sui contenuti, ovviamente!

“Nine in 10 organizations” fa uso di blog, webinars, infografici e altri contenuti di qualità per stimolare il link building e per attrarre link “naturali”. Non è solo possibile utilizzare i contenuti per ottenere più link, ma anche per scrivere “storie”: in questo modo dimostrerete che la vostra azienda ha una conoscenza approfondita in merito alla propria attività.

In seguito a queste recenti novità, penalità, modifiche di algoritmo avete iniziato a cambiare la vostra strategia di link building? Aspettiamo i vostri commenti!

Traduzione liberamente tratta da: SearchEngineWatch.com

Tag: , ,