Volenti o nolenti, presto o tardi tutti quanti dovremo fare i conti con Google Plus. A dircelo sono le ultime notizie ufficiali divulgate da BigG, che nei giorni scorsi ha annunciato Search, plus Your World, l’integrazione tra ricerca tradizionale e risultati social nello stesso motore di ricerca – per ora la sperimentazione è partita solo sulla versione internazionale google.com.
Per i pochi ancora a digiuno della materia, Google Plus non è altro che il social network del motore di ricerca più amato al mondo. E se saprà replicare anche solo un decimo del successo che ha riscosso il search engine di Mountain View nell’ultimo decennio, vorrà dire che Facebook avrà finalmente trovato pane per i suoi denti. Per ora, comunque, il social blu può dormire sonni tranquilli. Facebook veleggia verso la cifra colossale del miliardo d’iscritti – secondo l’analista Gregory Lyons di iCrossing la cifra sarà già raggiunta entro agosto di quest’anno.
Google Plus insegue i suoi primi cento milioni d’iscritti: pochi giorni fa, il CEO di Mountain View Larry Page ha dichiarato che gli utenti sono oltre 90 milioni. Di questi, oltre 28 milioni sono americani. E gli italiani? Nel nostro Paese il +1, l’equivalente del “Mi piace” di Facebook, sembra non aver fatto particolarmente innamorare gli internauti: un milione e mezzo di iscritti dall’estate 2011 ad oggi, in gran parte addetti ai lavori interessati ad esplorare il nuovo social e a tenersi aggiornati a vicenda sulle ultime novità nella propria cerchia di amici/conoscenti.
Google+ Demograpichs è una sorta di osservatorio permanente sull’evoluzione e sui numeri del social di BigG. Dal suo immenso database di numeri si può conoscere Google Plus dal lato delle statistiche, che è sembra una valida soluzione per iniziare a capire se il progetto decollerà o sarà solo un altro dei flop del motore di ricerca in àmbito social. E così, per esempio, si scopre che la maggioranza degl’italiani su Google Plus sono maschi: quasi il 75%. Giovani, anzi giovanissimi, peraltro: quasi la metà degli iscritti sono under 24 (48,8%), seguiti dalla fascia dei 25-34 anni (30,8%). Facile quindi dedurne la provenienza su base professionale: studenti e universitari insieme fanno quasi il 12%; seguono specialisti del campo informatico – Web designer (3,66%) e Web developer (2,97%) -, insieme a manager (3,17%), designer (3,14) e consulenti (2,71).
Il 49% di chi usa Google+ è impegnato anche su Facebook. C’è chi lo preferisce al re dei social per il suo design, per la possibilità di suddividere i propri contatti in più cerchie, gestendo così separatamente amici veri e propri, colleghi di lavoro, semplici conoscenti o familiari; la possibilità di videochattare ha convinto un’altra piccola fetta di utenti a passare su Google Plus. Ma tutte queste caratteristiche certo non bastano per convincere chi ormai vive e intrattiene le proprie relazioni sociali su Facebook a passare alla concorrenza. Perché dovrebbero? Per ora Google Plus non ha saputo offrire quel qualcosa in più che servirebbe per distinguersi dal rivale. Ma Search, plus Your World, di cui accennavamo all’inizio, potrebbe ben cambiare le carte in tavola e rivoluzionare il nostro modo di cercare (e pensare) sul Web.
Tag: google, google plus, social network
