Google ha annunciato l’arrivo di un cambiamento importante nel suo algoritmo di ricerca. La novità contribuirà a rendere i risultati più “freschi”. La notizia più importante è che il nuovo meccanismo di determinazione del ranking interesserà il 35% dei risultati di ricerca.
Caffeine fu un’infrastruttura, questo è un algoritmo
I contenuti “freschi” potrebbero significare risultati più rilevanti. Quello della rilevanza è il problema principale, nonché il motivo per cui lo scorso anno Google implementò l’infrastruttura Caffeine. Quella fu solo un cambiamento a livello d’infrastruttura, appunto, per permettere a Google di scansionare, indicizzare e restituire i risultati di ricerca in modo più veloce. Ora, invece, Google annuncia di aver modificato il suo algoritmo di calcolo del ranking per mostrare risultati “freschi”. “Freschi” come mai si sono visti finora.
Google ha dichiarato:
Abbiamo completato il nostro sistema di indicizzazione Caffeine lo scorso anno, il che ci ha consentito di leggere e indicizzare il Web più velocemente e su vasta scala. Oggi abbiamo introdotto un significativo cambiamento al nostro algoritmo di ranking che interessa il 35% delle ricerche, con l’obiettivo di offrirvi risultati rilevanti aggiornati secondo diversi “gradi di freschezza”.
Questo cambiamento coinvolge quindi il 35% dei risultati di ricerca – basta pensare che il Google Panda Update interessò solo il 12% dei risultati. Ma su quali tipi di ricerche questa novità andrà ad incidere con maggiore forza?
Google stesso ce lo dice:
- Eventi recenti o temi caldi. D’ora in avanti, quando cercherete informazioni su eventi molto recenti o gli aggiornamenti sulle ultime notizie, otterrete in risposta una lista di risultati di maggiore qualità, fra i quali anche pagine che potrebbero avere solo qualche minuto di vita.
- Eventi ricorrenti. Alcuni eventi hanno ricorrenze ben precise. Può essere il caso di una conferenza con cadenza prestabilita o un evento come le elezioni presidenziali. Senza che ci sia bisogno di specificarlo, è logico che per questi tipi di notizie voi vorreste sempre avere le informazioni più aggiornate e non contenuti vecchi di mesi o di anni addirittura.
- Aggiornamenti frequenti. Esistono anche ricerche per informazioni che cambiano spesso nel tempo, ma che non sono né “temi caldi” né eventi ricorrenti. Per esempio, se state cercando di acquistare un’automobile e volete leggere le opinioni a proposito di un determinato modello, probabilmente vorrete trovare come prima cosa le recensioni più recenti.
Il ranking “Fresh” non è un fatto nuovo
Per l’appunto, quello della “freschezza” dei contenuti non è un tema affatto recente – è un fattore di ranking fin dal lontano 2007. Quindi, ci si potrebbe chiedere, cos’è cambiato oggi? Almeno in apparenza, la “freschezza” dei contenuti è divenuta un fattore maggiormente premiato, fin tanto da avere un impatto su una ricerca ogni tre eseguite. Si tratta di un fatto rilevante, ma non per nulla chiaro come funzionasse in precedenza. Per quel che ne possiamo sapere, già oggi il 35% delle ricerche è interessato dal ranking “freshness”. I dati precedenti all’introduzione di questo cambiamento non sono mai stati resi noti.
Google dichiara però che il cambiamento introdotto fornisce contenuti “freschi” per il doppio di query rispetto a prima. In altre parole, il vecchio algoritmo aveva un impatto sul 17,5% delle ricerche, ossia la metà del 35% dichiarato oggi.
Il pericolo di Spam… “fresco”
In tutto questo c’è anche il rovescio della medaglia. Se qualcuno semplicemente fa una piccola modifica ad una pagina otterrà un piccolo vantaggio in termini di ranking? Oppure, se qualcuno ripubblica esattamente lo stesso contenuto in una nuova pagina ogni giorno avrà dei vantaggi dal nuovo algoritmo? E quand’è che una pagina viene considerata “fresca”? Quando viene pubblicata per la prima volta in Rete? O quando viene modificata per la prima volta dopo la sua pubblicazione?
Questi interrogativi prefigurano una situazione peggiore per Google rispetto a quel che già era accaduto con Google News. Google News ci riporta ai tempi in cui si consumava ogni giorno una guerra all’ultima versione della stessa notizia, nel tentativo di ottenere la migliore posizione rispetto alla concorrenza.
Premiare la “freschezza” dei contenuti potrebbe andare a discapito della rilevanza, aprendo in tal modo una nuova strada per lo spam. Google non vuole dire come questa “freschezza” viene determinata, ma ha pur sempre dichiarato che questo fattore non sarà l’unico ad essere premiato:
La freschezza è una componente, ma l’attenzione sarà anche per il risultato, inclusi i fattori di attualità e di qualità.
Post scriptum. Google ora ci dice che uno dei fattori per determinare questa “freschezza” è rappresentato dalla data in cui il suo crawler ha scansionato la pagina. Così, se pubblicate una pagina e poi la modificate, questa modifica non rende la pagina immediatamente “fresca”.
Ma le informazioni più fresche ancora mancano
A tutt’oggi è ancora poco chiara la situazione di Twitter. Il più grande contenitore al mondo d’informazione “fresca” nel Web è rappresentato proprio dai tweet. Nonostante la crescita di Google+, il volume di tweet eclissa di gran lunga il numero di contenuti pubblicati nel social di BiG. Google ha rimosso dalla sua timeline i risultati estratti da Twitter da luglio di quest’anno. E l’annuncio del nuovo algoritmo di cui abbiamo parlato finora non risolve questa lacuna, perché Google ha introdotto solo un cambiamento nel sistema che calcola il ranking delle pagine e non un nuovo algoritmo d’indicizzazione che va a recuperare più tweet.
Ho chiesto il motivo di questa lacuna e mi è stato risposto:
Spesso quando ci sono notizie dell’ultimora, i microblog sono i primi a darne conto. Ora siamo in grado di mostrare risultati per gli eventi recenti o per temi “caldi” entro pochi minuti dall’indicizzazione di una pagina. In ogni caso, siamo sempre alla ricerca di nuove vie per offrirvi informazioni rilevanti e più velocemente.
Il 35% di cambiamento non significa il 35% di miglioramento
Un ultimo ma importante ammonimento. È importante non fraintendere la percentuale dichiarata da Google – 35% di cambiamento nei suoi risultati. Attenzione: questo dato non indica che l’algoritmo del ranking di BigG è migliorato del 35% rispetto a prima. Un malinteso simile era nato pochi mesi fa con l’introduzione del Panda Update.
Non possiamo accettare che la qualità dei risultati restituiti dal motore di ricerca possa essere misurata semplicemente con un numero. Nessuna parte indipendente, per esempio, misura se i risultati restituiti da Google o da Bing sono “buoni” al 90%, per esempio. Questo significa che non c’è alcun modo per dire se qualcosa sia migliorato secondo una percentuale precisa. Fate attenzione a non cadere in questo errore.
Traduzione liberamente tratta da: Search Engine Land
Tag: google, motori di ricerca

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